confucianesimo 1 (sm.) Scuola di pensiero filosofico cinese fondata da Confucio che raggruppa principi morali, sociali e politici, tramandata da Mencio (IV sec. a. C.), Zhu Xi e Wang Yanming. Il confucianesimo venne aspramente osteggiato dalla dinastia Ch'in che ne fece distruggere gli scritti. Ma successivamente, divenne una vera e propria religione (anche se Confucio considerava il suo impegno una ricerca tesa al buon funzionamento dei rapporti sociali grazie al recupero della saggezza dimenticata piuttosto che una nuova religione) per il suo forte senso etico, diventando dottrina base per la Cina fin dalla dinastia Han (206 a. C.-220 d. C.) e si diffuse anche in Corea e Giappone. Principio unico dell'universo l'armonia con il Tao (la via, legge ordinatrice del mondo), fine ultimo che l'uomo deve raggiungere tramite il culto del divino e degli antenati, il rispetto degli altri uomini (jen) e dei superiori, la cultura (Ching, studio di antichi scritti) e la pratica della virt. La base della societ la famiglia e anche lo stato visto come un'unica grande famiglia. L'imperatore, per volont celeste, assicura l'ordine sociale e universale. I concetti chiave del confucianesimo sono racchiusi in una serie di opere fatte risalire a Confucio o alla tradizione immediatamente successiva: il Classico della poesia, il Libro dei documenti, il Classico delle mutazioni, Primavere e Autunni, il Memoriale dei riti, lo Tso-chuan, le Conversazioni (o Analettici di Confucio) e il Libro di Mencio. A partire dal X sec. il confucianesimo, grazie alla dinastia Sung, si arricch con principi taoisti e buddhisti (neoconfucianesimo). Il confucianesimo, privilegiando la gerarchia, garant lo sviluppo di uno stato burocratico e in questo modo si garant dello stato. Malgrado le proibizioni di culto della rivoluzione nazionale e le campagne diffamatorie a seguito della costituzione della Repubblica Popolare, il confucianesimo tuttora praticato in Cina.





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