neoclassicismo 1 (sm.) Movimento culturale e artistico diffuso in Europa dopo la seconda met del XVIII sec. e che invest la pittura, la scultura, l'architettura e la letteratura. In generale si richiama al ritorno a forme artistiche classiche, di ispirazione greca e romana, assunte a parametro estetico di perfezione, attraverso le quali esprimere i sentimenti e i contenuti moderni. Trasse spunto dall'illuminismo e dalle ricerche archeologiche che portarono alla scoperta di tesori di epoca greca e romana e fu teorizzata da J. J. Winckelmann con l'opera Storia dell'arte dell'antichit (1764). Si configur anche come reazione al barocco e al rococ. I principali esponenti nella pittura furono A. R. Mengs, H. L. David, A. Appiani, V. Camuccini, P. Benvenuti, F. Agricola. Nella scultura si distinsero A. Canova, J. A. Houdon, J. Pradier, H. Danneker. Il neoclassicismo invest anche l'architettura e l'urbanistica con A. Canova, G. Piermarini, L. Pollack, L. Cagnola, G. Valadier e K. F. Schinkel, l'ebanisteria con G. Maggiolini, l'arte della ceramica con J. Wegwood e l'arredamento, con il fiorire dello stile impero.





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