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luteranesimo 1 (sm.)
Con questo termine si indicano le dottrine predicate da Martin Lutero (1483-1546), la teologia corrispondente e l'insieme delle chiese evangeliche nate dalla riforma luterana. Il luteranesimo venne riconosciuto solo dopo la morte di Lutero, nel 1555, da parte di Carlo V (Dieta di Augusta). Successivamente si diffuse in quasi tutti gli Stati germanici, in Danimarca (1536), in Svezia (1527-1540) e in Norvegia (1547). In seguito però la sua diffusione si scontrò con quella (avvenuta nelle Fiandre, nei Paesi Bassi, in Ungheria, in Boemia, in Polonia e in Moravia) di altre religioni riformate, come il calvinismo, e con la controriforma. Dopo la morte di Lutero, inoltre, si ebbero numerose dispute all'interno dello stesso luteranesimo che portarono a diverse scissioni. La prima disputa fu tra i seguaci dell'ortodossia rigida, tra cui Flacio Illirico, e i melantoniani. Altre ribellioni al luteranesimo rigido sono state in seguito rappresentate dal pietismo (XVII sec.) e dal protestantesimo liberale (XVIII-XIX sec.). I luterani si sono uniti nel 1947 nella Federazione luterana mondiale. Sono diffusi soprattutto in Germania, Scandinavia e USA.
Sinonimi: protestantesimo
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